La salute mentale sul posto di lavoro

La salute mentale è un problema reale che, a conti fatti, coinvolge oltre un miliardo di persone nel mondo. Con questo post voglio aiutarti a comprendere meglio il fenomeno e fornirti indicazioni concrete su come identificare i primi segnali di allarme.

La maggior parte di noi pensa allo stress come a qualcosa di prettamente negativo. Comunemente, infatti, si parla di stress per riferirsi a momenti in cui ci si sente tesi, nervosi, affaticati a livello psicofisico. Lo stress, tuttavia, può essere anche positivo, anzi, riveste una funzione essenziale in molti momenti della vita.

Cerchiamo dunque di capire meglio il ruolo dello stress, partendo proprio dalla differenza tra eustress e distress:

      • EUSTRESS: rappresenta una condizione di stimolazione positiva che può condurre ad una situazione di crescita e miglioramento;

      • DISTRESS: rappresenta invece uno stress negativo e dannoso che può provocare difficoltà di adattamento

    Lavoro e Salute Mentale: quali sono i segnali di allarme?

    Stress Lavoro-Correlato: Si riferisce al livello di stress che una persona sperimenta a causa delle richieste e delle pressioni legate al lavoro. Può derivare da diversi fattori, come l’eccesso di carico di lavoro, la mancanza di controllo sul proprio ambiente lavorativo, le relazioni difficili con i colleghi o i superiori, la mancanza di supporto sociale, le aspettative irrealistiche o le scarse opportunità di crescita professionale.

    Disturbi del sonno e attacchi di panico: Lo stress da lavoro può contribuire allo sviluppo di disturbi d’ansia, tra cui disturbi di panico e attacchi di panico notturni. La pressione costante e le preoccupazioni legate al lavoro possono influenzare negativamente il sonno, portando a esperienze di panico durante la notte. tra i sintomi: risvegli improvvisi, sensazioni di terrore o ansia intensa, accompagnate da sintomi fisici come aumento della frequenza cardiaca, sudorazione e difficoltà respiratorie.

    Bornout: è uno stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale, causato da un prolungato stress lavorativo. Si manifesta con sentimenti di stanchezza, inefficacia, cinismo e riduzione delle prestazioni professionali. è spesso associato a lavori ad alto livello di coinvolgimento emotivo o ad elevati carichi di lavoro. si tratta di una condizione riconosciuta dall’oms solo negli ultimi anni.

    Straining e Mobbing: lo straining si riferisce a situazioni in cui un individuo sperimenta eccessiva pressione a causa delle condizioni di lavoro. Questo stress può derivare da un comportamento ostile posto in essere volontariamente dal datore di lavoro o comunque da un superiore gerarchico, pensiamo per esempio ad atti di demansionamento.

    Il mobbing, invece, si focalizza su comportamenti molestanti e aggressivi tra colleghi o tra superiori e subordinati. Si tratta di un insieme di comportamenti aggressivi e dannosi, atti ripetuti di bullismo, umiliazioni, intimidazioni o discriminazioni da parte di colleghi o superiori nei confronti di un singolo individuo.

    Depressione: La pressione costante, le aspettative irrealistiche, l’isolamento sociale ed altri fattori stressanti, possono influenzare negativamente la salute mentale. La depressione legata al lavoro può manifestarsi con sentimenti di tristezza persistente, disinteresse per le attività quotidiane, affaticamento e problemi di concentrazione.

    IL METODO STOP

        • Stop: stacca da ciò che stai facendo;

        • Take a few deep breaths: fai alcuni respiri profondi;

        • Observe: osserva i tuoi pensieri, le tue emozioni e sensazioni fisiche;

        • Proceed: riprendi il lavoro con la nuova consapevolezza che hai raggiunto
       

      Il metodo STOP non risolve direttamente il problema ma invita a fermarsi e riflettere per prendere consapevolezza della nostra esperienza. Spesso siamo così immersi nel lavoro e nella frenesia che non ci rendiamo conto delle circostanze tossiche che possono causare disagio. Chiudiamo gli occhi e fingiamo che sia normale ma non lo è. E’ importante quindi prendersi il tempo necessario e con la giusta consapevolezza rivolgersi a un professionista per ricevere supporto psicologico e decidere come intervenire sulla situazione. E’ forse il momento di considerare un cambio di lavoro? Probabilmente sì. 

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