Nel settore delle risorse umane, le soft skill sono spesso considerate un aspetto cruciale del profilo di un professionista. Tuttavia, c’è una tendenza a dare per scontato che siano sufficiente per entrare nel settore, di possederle o a non valorizzarle come si dovrebbe. Tutto ciò può rappresentare un grave errore, sia per chi sta cercando di entrare nel settore sia per chi vuole avanzare nella propria carriera. In questo articolo, esploreremo l’importanza delle soft skill e perché è essenziale analizzarle e comprenderle a fondo per utilizzarle al meglio.
Le Soft Skill: necessitano di un Contesto
Qualche giorno fa, un utente su LinkedIn ha commentato un mio post scrivendomi: “Per lavorare nelle risorse umane serve sensibilità, intelligenza, umanità, una grande maturità cerebrale e grandi doti di gestione del personale ed equilibrio emotivo. Immensa capacità di ascolto e comprensione e grande diplomazia!”
Sono assolutamente d’accordo sul fatto che le capacità trasversali siano importanti. Tuttavia, la professione delle risorse umane richiede anche un contesto specifico costituito dalle conoscenze settoriali, dalle funzioni e dai temi pertinenti.
Il punto è che spesso si associa ancora la funzione delle risorse umane solo a un ruolo operativo e amministrativo, mentre oggi essa abbraccia molteplici altri ambiti, per lo più strategici. Pertanto, la formazione diventa il vero elemento distintivo tra i diversi professionisti, determinando il valore aggiunto e il ruolo che essi ricoprono nell’organizzazione.
Non un Optional ma un Must
Le soft skill non sono semplici “accessori”. Sono, invece, elementi fondamentali che influenzano la capacità di un professionista di gestire le relazioni interpersonali, risolvere problemi o adattarsi a nuove situazioni, ad esempio. In un campo come quello delle risorse umane, dove la gestione delle persone è centrale, queste competenze diventano ancora più cruciali. Ma cosa significa veramente avere buone soft skill?
Molte persone credono di avere buone soft skill, ma raramente si fermano ad analizzarle in modo critico. Eppure, questa autoanalisi è essenziale. Così come è inflazionato pensare che le soft skills richieste siano le solite, banali, legate alla comunicazione, alla responsabilità, all’organizzazione del lavoro e alla relazione. Conoscere le proprie soft skill significa essere consapevoli dei propri punti di forza e delle aree in cui è necessario migliorare, valutando quanto queste siano aderenti alle richieste specifiche delle varie funzioni HR. Questo processo di introspezione non solo aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé ma orienta anche le scelte professionali.
Il Ruolo della Formazione
Un altro utente commenta: “A me piacerebbe tantissimo lavorare nel mondo delle risorse umane e mi sto per laureare in scienze della comunicazione. La mia laurea non è totalmente pertinente a questo percorso professionale, ma sicuramente l’università mi ha insegnato un grande senso di responsabilità, organizzazione, collaborazione e fatica, a parere mio fondamentali per un eventuale percorso in questo meraviglioso mondo.”
Ancora una volta, è innegabile che le soft skills siano fondamentali in questo campo, così come in molteplici altri settori. Tuttavia, è indispensabile affiancarle ad una formazione pertinente. Queste conoscenze, come abbiamo detto, ci forniscono un contesto fondamentale e di conseguenza orientano i nostri interessi e soprattutto ci danno anche la sicurezza necessaria per argomentare con convinzione il motivo per cui desideriamo lavorare in un determinato ambito e in che modo possiamo e vogliamo contribuire.
Le Soft Skill nelle tue Scelte Professionali
Grazie al contesto e alla formazione adeguata, infatti, le soft skills influenzano significativamente le scelte che facciamo nelle risorse umane. Ad esempio, un’ottima capacità di comunicazione può fare la differenza per un HR Recruiter, mentre la capacità di risolvere problemi può essere cruciale nella gestione del personale per un HR Administrator. Le soft skill possono quindi essere il fattore distintivo che separa un professionista dall’altro. Da sole, al contrario, senza un contesto e senza una formazione adeguata che ci aiuti a capire come applicarle nel contesto lavorativo, non riuscirebbero a fare la differenza. Il risultato sarebbe come trovarsi in mare aperto senza una bussola, senza un punto di riferimento per orientarsi.
Le soft skill possono essere un importante punto di forza, ma per trasformarle in un vero valore professionale è necessario capire come, dove e in quale ruolo HR applicarle. Conoscere le proprie competenze, affiancarle a una formazione adeguata e imparare a valorizzarle nel modo giusto può fare la differenza nelle proprie scelte di carriera.
È proprio su questo che lavoro nei miei percorsi di consulenza e mentoring HR: aiutare aspiranti professionisti e HR a fare chiarezza sulle proprie competenze, individuare le direzioni più coerenti con il proprio profilo e costruire un percorso professionale consapevole.
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